Settanta volte sette

Giustizia e perdono

Pubblicazione:  7 luglio 2014
Edizione:  1
Pagine:  132
Peso:  132 (gr)
Collana:  M8 Pastorale della carità
Formato:  110x185x10 (mm)
Confezione:  Brossura
Altri autori:  Introduzione di Silvio Alaimo
EAN:  9788810741214 9788810741214
€ 8,00 € 2,80
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Descrizione
«Solo nella misura in cui si affermano un’etica e una cultura del perdono si può anche sperare in una “politica del perdono”, espressa in atteggiamenti sociali e istituti giuridici, nei quali la stessa giustizia assuma un volto più umano». Questa affermazione di Giovanni Paolo II, contenuta nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2002, indica una strada da percorrere per dare una risposta alle patologie sociali e ai conflitti che dividono gli uomini. Perché è certamente necessario arginare e disarmare i colpevoli, è necessaria la detenzione per impedire che i delitti vengano reiterati, ma nello stesso tempo è fondamentale pensare alla rieducazione dei detenuti e a percorsi di reinserimento nella società. Nel libro, un biblista, un pedagogista e tre cappellani con molti anni di esperienza pastorale nelle carceri riflettono sul perdono e su una giustizia che sappia ricucire i rapporti, promuovere il consenso ai valori della convivenza civile e orientare alla scelta del bene interpretando la libertà in modo responsabile.
Sommario
Introduzione (S. Alaimo).  La «illogica» logica del perdono. La parabola del servo senza pietà (Mt 18,21-35) (M. Orsatti).  La promessa del perdono. Per una verifica della dimensione del perdono: riflessione in prospettiva ecclesiale per i volontari in carcere (R. Festa).  Il perdono (V. Balducchi).  Carcere: luogo di riconciliazione? (I. Lizzola).  Appunti di pedagogia divina. La parabola del Padre prodigo (Lc 15,11-32) (M. Orsatti). Autore Dal 1° gennaio 2012 l’incarico di Ispettore generale dei cappellani del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento della giustizia minorile è affidato a don Virgilio Balducchi, proveniente da oltre venti anni di esperienza nell’Istituto Penitenziario di Bergamo.