L' Eterno e la storia

Il discorso dell'Archiginnasio. A cura di Enrico Galavotti e Fabrizio Mandreoli

Pubblicazione:  febbraio 2021
Edizione:  1
Pagine:  112
Peso:  134 (gr)
Collana:  P6 Lapislazzuli
Formato:  130x200
Confezione:  Brossura
EAN:  9788810559765 9788810559765
€ 12,00

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Descrizione
Un affresco biografico che attraversa momenti cruciali della storia del XX secolo. Si potrebbe definire in questo modo il discorso che Giuseppe Dossetti tenne nella sala dello Stabat Mater dell'Archiginnasio di Bologna il 22 febbraio 1986, in occasione del conferimento del premio Archiginnasio d'oro.
In questo libro, il discorso viene introdotto da una ricostruzione storica e biografica di Enrico Galavotti, uno dei più attenti studiosi del pensiero e della vita dell’autore, e  corredato da uno studio conclusivo di Fabrizio Mandreoli su alcune tematiche teologiche, spirituali e politiche presenti nel discorso e nella vicenda complessiva di Dossetti. In questo secondo intervento si presentano anche alcune annotazioni sulla rilevanza odierna delle prospettive dossettiane per la vita politica, sociale ed ecclesiale italiana e mediterranea.
Sommario
Presentazione.  I. Discorsi introduttivi. 1. Discorso di Renzo Imbeni, sindaco di Bologna.  2. Discorso di Giuseppe Lazzati  II. Discorso pronunciato da Giuseppe Dossetti in occasione della consegna dell’Archiginnasio d’oro. 1. L’Archiginnasio d’oro e la profezia di Giuseppe Dossetti (E. Galavotti).  2. Una rilettura, oggi, del discorso dell’Archiginnasio (F. Mandreoli).  III. Due saggi sul discorso dell’Archiginnasio.  IV. Lettere. 1. Il cardinale Giacomo Biffi a Giuseppe Dossetti.  2. Giuseppe Dossetti a Renzo Imbeni.  3. Renzo Imbeni a Giuseppe Dossetti.
Note sull'autore
Giuseppe Dossetti (1913-1996), professore di diritto canonico ed ecclesiastico, dirigente politico nella Resistenza, deputato alla Costituente e alla Camera, vice-segretario della Dc, lascia la vita politica nel 1952. Fonda il Centro di documentazione, istituto per la ricerca storico-teologica. Nel 1956, ancora laico, dà vita alla comunità Piccola famiglia dell’Annunziata. Nel 1957 lascia la cattedra universitaria. Nel 1959 viene ordinato sacerdote della Chiesa di Bologna, partecipa come «perito» del cardinal Lercaro al concilio Vaticano II. Dal 1968 fino alla morte vive, come monaco, nelle comunità in Medio Oriente e in Italia della Famiglia da lui fondata.