La Notte di Auschwitz

Diario inedito di un ebreo olandese. Introduzione di Piero Stefani. Traduzione dal neerlandese di Alba Maria Tarozzi

Pubblicazione:  22 dicembre 2017
Edizione:  1
Pagine:  144
Peso:  150 (gr)
Collana:  P6 Lapislazzuli
Formato:  112x180x9 (mm)
Confezione:  Brossura con bandelle
Altri autori:  Introduzione di Piero Stefani  -  Tradotto da Alba Maria Tarozzi
EAN:  9788810559215 9788810559215
€ 13,00 € 11,05
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descrizione
«Nella luce limpida del mattino si disegnava chiaramente il fumo scuro che usciva dai camini dei forni crematori». Con una prosa concisa e stringata, il diario inedito dell’ebreo olandese Jo Koopman giunge direttamente da Auschwitz. Scritto quasi in presa diretta, tra il 1945 e il 1946, questa testimonianza restituisce la vita quotidiana nel campo di sterminio nazista, le paure, le vessazioni, l’incombere della morte. Ma anche la liberazione ad opera dei russi e il lungo viaggio attraverso l’Europa orientale che ricorda quello descritto da Primo Levi nel libro La tregua. «Non fu toccante – scrive Koopman - ma ben deludente, dopo un viaggio così lungo e pieno di emozioni, il nostro arrivo in Olanda», esperienza purtroppo comune a molti dei sopravvissuti alla notte del Novecento.
sommario
Prefazione.  La notte di Auschwitz.  I. Westerbork, settembre 1944. Auschwitz, settembre 1944.  II. Le mansioni quotidiane. Natale ad Auschwitz. L’offensiva russa. Auschwitz sulla linea del fronte. La gestione olandese del campo. L’arrivo dei russi.  III. I gemelli ebrei selezionati per la vivisezione. Irma Grese. Le prove. I filmati russi. Come furono possibili quegli orrori. Le SS dottor Mengele e Kramer. I russi si avvicinano a Berlino. La festa dell’Armata Rossa. La partenza dal lager. Le soldatesse vigili urbani. Il direttore generale ci consegna i mobili. La bandiera olandese a Katowice.  IV. L’occupazione russa a Katowice. L’ordine regna in Polonia. La lotta contro la renitenza al lavoro e il mercato nero. Gli arresti in Polonia. Il ritorno della politica. A Sosnowiec trovammo il tram 25. Il confine polacco a cinquanta chilometri da Berlino. Attraversando la Russia. La Russia devastata. La grande migrazione.  V. Le diverse amministrazioni di Černovcy. L’atélier Drei Mäderlhaus. Aziende statali e commercio privato. Il termometro del mercato. Una città segnata dalla guerra. Un ristorante di Stato. Una Černovcy inquieta.  VI. Odessa. Primavera 1945. La Croce Rossa inglese si prende cura di noi. Nervosismo nel campo. La Russia in festa per la resa tedesca. L’Olanda liberata. Epurazioni. L’imbarco.  Appendice fotografica.
note sull'autore
Jo(zeph) Koopman, nato ad Amsterdam nel 1906 da genitori ebrei osservanti, aderisce ancora giovane agli ideali socialisti. Sposa Alida Breeuwer, non ebrea, dalla quale ha tre figli e due figlie. Con l’invasione tedesca e lo scoppio della seconda guerra mondiale, il padre e la madre di Jo vengono deportati ad Auschwitz e muoiono nelle camere a gas come quasi tutti gli altri membri della famiglia. Jo entra nella resistenza clandestina, fabbrica falsi documenti di identità e reperisce nascondigli per i ricercati. Arrestato il primo luglio 1944, viene inviato al campo di transito di Westerbork e caricato sull’ultimo convoglio diretto ad Auschwitz. Liberato dai russi il 27 gennaio 1945, viene rimpatriato in Olanda dopo un lungo viaggio. Si laurea in Economia, ricopre incarichi pubblici e nel 1957 diviene deputato del Partito socialista al Parlamento. Lascia la vita politica nel 1963 per dedicarsi a consulenze economiche in Bangladesh, Brasile, Ghana e Kenya. Muore ad Amsterdam nel 1987. Oggi è sepolto in Israele accanto alla moglie.