La Lente di Svevo

A cura di Daniela Marcheschi

Pubblicazione:  13 novembre 2017
Edizione:  1
Pagine:  168
Peso:  172 (gr)
Collana:  P6 Lapislazzuli
Formato:  112x180x11 (mm)
Confezione:  Brossura con bandelle
EAN:  9788810559123 9788810559123
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descrizione
Italo Svevo è l’autore che Giuseppe Pontiggia ha più studiato negli anni giovanili e alla cui tecnica narrativa ha dedicato la tesi di laurea, discussa all’Università Cattolica di Milano nel 1959, qui proposta per la prima volta in volume. Lo scrittore stesso, nel 2003, aveva affidato questo testo alla rivista Kamen’, per ripubblicarlo così come era stato pensato negli anni Cinquanta, quando gli studi sulle tecniche narrative non erano diffusi. Pontiggia intendeva contribuire alla critica sveviana, ma anche mostrare un aspetto del proprio laboratorio di scrittore e critico, interessato a riconoscersi attraverso la «lente» di Svevo e l’approfondimento della sua geniale officina.
Attenta alle pieghe della realtà quotidiana senza indulgere in minimalismi, la scrittura sapiente di Pontiggia è un «luogo» di forte tensione formale, riflessiva ed etica. Le sue pagine, come quelle di Svevo, hanno lo slancio ideale di chi è consapevole che, nella letteratura e nelle arti, si gioca una partita fondamentale per il soggetto e le strutture della società: da qui la parola chiara, l’ironia, la verve comico-satirica e la pietas con cui le contraddizioni umane vengono osservate.
sommario
Introduzione (D. Marcheschi).  I. Il punto di vista.  II. Il tempo.  III. I personaggi.  IV. Il paesaggio.  V. Il dialogo.  VI. Il linguaggio.  Bibliografia.
note sull'autore
Giuseppe Pontiggia (1934-2003), tra i maggiori scrittori e critici del secondo Novecento, collabora fin dalla fondazione (1956) con la rivista d'avanguardia Il Verridiretta da Luciano Anceschi. Nel 1959 pubblica il suo primo romanzo autobiografico La morte in banca. Consulente delle case editrici Adelphi e Mondadori, si dedica alla saggistica e alla critica letteraria. Nella narrativa coglie brillanti successi di critica e di pubblico, vincendo tra l'altro il Premio Strega nel 1989 con La grande sera, il Super Flaiano nel 1994 con Vite di uomini non illustri, il Premio Chiara alla carriera nel 1997 e, infine, il Premio Campiello, il Premio Società dei Lettori e il Pen Club nel 2001 con Nati due volte, romanzo che viene tradotto in molte lingue e ispira il film Le chiavi di casa di Gianni Amelio. Pontiggia partecipa anche a numerose trasmissioni radiofoniche tra cui Dentro la sera, su Radiodue, Vedi alla voceDamasco e infine Passaggi mobili, una serie di conversazioni radiofoniche progettata dall'autore stesso e interrotta però dalla sua morte improvvisa. 

Daniela Marcheschi ha insegnato Letteratura Italiana e Antropologia delle Arti a Uppsala, Salamanca, Firenze e in altre università italiane e straniere. Attualmente si occupa di Letteratura e multiculturalismo al Centro studi delle letterature europee e lusofone dell'Università di Lisbona. Presidente dell'Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini-Collodi, collabora al domenicale del Sole 24 Ore. Ha curato i Meridiani Mondadori di Collodi e Pontiggia e i suoi libri sono stati tradotti anche in spagnolo, portoghese e francese.