Dio in italiano

Bibbia e predicazione nell'Italia moderna

Pubblicazione:  12 maggio 2014
Edizione:  1
Pagine:  88
Peso:  116 (gr)
Collana:  P6 Lapislazzuli
Formato:  110x180x8 (mm)
Confezione:  Brossura
EAN:  9788810558157 9788810558157
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Descrizione
Per la Chiesa di Roma l’italiano è una lingua di importanza maggiore rispetto alle altre e buona parte dei prelati cattolici stranieri – ma anche di molti sacerdoti e religiosi – lo parla in modo sufficientemente corretto. L’importanza del nostro idioma, d’altronde, si accresce tanto più quanto più si restringe nel mondo contemporaneo la capacità di comprensione del latino, tradizionalmente considerato lingua ufficiale della Chiesa e abbandonato dalla liturgia solo con il concilio Vaticano II. Ma il discorso può anche essere visto specularmente perché il cattolicesimo va senz’altro annoverato tra i fattori di promozione internazionale dell’italiano. Un simile sostegno alla diffusione all’estero è certo legato a filo doppio alle possibilità offerte dagli odierni mezzi di comunicazione, ma se si guarda indietro si può riconoscere che il nesso tra cattolicesimo e promozione dell’idioma nazionale è attivo già da tempo ed è stato parte rilevante del contributo che la Chiesa e i cattolici hanno dato alla storia d’Italia e alla costruzione dell’identità nazionale. Nella nostra storia linguistica, una parte fondamentale di tale contributo è da attribuire, in particolare, alla traduzione in italiano della Bibbia e alla predicazione religiosa tra Sette e Ottocento.
Sommario
Introduzione.  1. La Bibbia dopo Trento.  2. La versione di Martini.  3. Latino e lingua colta.  4. Piglio colloquiale.  5. La predicazione e sant’Alfonso.  6. Purismo.  7. Teatralità.  8. Fede e ragione.  9. Apologetica.  10. Parlare popolarmente.  Riferimenti bibliografici.
Note sull'autore
Michele Colombo è docente di Storia della lingua italiana all’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato di recente: Oratoria sacra e politica in volgare dal Medioevo a oggi (Educatt 2012) e Il romanzo dell’Ottocento (Il Mulino 2011).