Colori d'Europa. Le sfide del terzo millennio
Convegno nazionale FISC (Faenza e Forlì, 16-18 maggio)

Si ispira alle riflessioni di papa Francesco sull'Europa il convegno nazionale della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Il primo pontefice sudamericano della storia ha infatti mostrato di avere molto a cuore i destini del Vecchio Continente e ben chiari i suoi compiti.

«Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia». Papa Francesco osserva l’Europa con l’occhio di Magellano: dalla periferia scruta il centro. La sua visione è sintesi di tre sguardi: quello dell’esploratore (argentino), quello del figlio di migranti (italiani), quello del capo della Chiesa cattolica. Egli non ha né potrebbe avere il sentimento di appartenenza al Vecchio Continente dei suoi predecessori; non quello bavarese di Benedetto XVI né tantomeno quello di Giovanni Paolo II. Esterno, ma non estraneo, Francesco si rivolge a un’Europa invecchiata, introversa, senza visioni e ambizioni, timorosa di contare in modo responsabile sugli scenari internazionali. Proprio perché avvantaggiato dalla prospettiva periferica, papa Bergoglio coglie meglio di molti europei di nascita l’inaridimento di un continente che non può concedersi il lusso di erigere barriere contro i migranti. La radice cristiana dell’Europa è, per il papa, la lavanda dei piedi, non certo il fascino discreto del potere temporale o anche solo la sua compiacente memoria.

Questo testo è tratto dal libro di papa Francesco "Sognare l'Europa", con saggi di Lucio Caracciolo e Andrea Riccardi (EDB 2017).