La Sapienza del giusto

Omelie di ispirazione patristica. Introduzione di padre Benedetto Calati

Pubblicazione:  8 ottobre 2012
Edizione:  1
Pagine:  376
Peso:  410 (gr)
Collana:  E3 Predicare la Parola
Formato:  140x211x21 (mm)
Confezione:  Brossura
Altri autori:  Introduzione di Benedetto Calati  -  Riveduto da Francesco Nicastro
EAN:  9788810416266 9788810416266
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Descrizione
A diciotto anni dalla prima pubblicazione e a poco più di vent’anni dalla morte di don Giovanni Buzzoni, vengono riproposte le omelie da lui tenute come canonico teologo durante la messa di mezzogiorno nel duomo di Ravenna. Si tratta di testi di ispirazione patristica che l’autore propone alla comunità cristiana, seguendo il percorso dei quattro Vangeli e secondo le letture che scandiscono l’anno liturgico. Riflessioni rivolte all’uomo di oggi, formulate con taglio sapienziale. «In ogni pagina che don Buzzoni scrive emerge il coinvolgimento tra il messaggio evangelico e la coscienza che responsabilizza ogni uomo nell’amore verso Dio e il prossimo. Questa è saggezza, ciò che nell’antica tradizione dei Padri viene chiamata “sapienza”» (dall’Introduzione).
Sommario
Introduzione alla seconda edizione (F. Nicastro).  Proposte per una lettura profetica, morale, spirituale e popolare delle Scritture secondo la tradizione dei Padri (B. Calati).  Il lascito di un maestro attraverso le sue omelie, riflesso di profondità di pensiero e di spirito (F. Nicastro).  Fonti di ispirazione delle omelie di don Giovanni Buzzoni (G. Montanari).  Presentazione della prima edizione (L. Amaducci).  Introduzione alla prima edizione (L. Gabbi – V.U. Petruio).  Vangelo secondo Matteo.  Vangelo secondo Marco.  Vangelo secondo Luca.  Vangelo secondo Giovanni.  Bibliografia.  Letture delle Messe festive.
Note sull'autore
GIOVANNI BUZZONI nasce a Coccanile, provincia di Ferrara e diocesi di Ravenna, nel 1925 (l’anno del processo, a Ferrara, per l’omicidio di don Minzoni). Ordinato sacerdote a Ravenna nel 1949, si laurea in filosofia presso l’Università Gregoriana di Roma con una dissertazione su «La funzione dell’esperienza per la formazione del nesso fra i termini dei primi principi in San Tommaso d’Aquino». Da allora coltiva senza soste questo filone di studi, oltre alla dottrina dei Padri e alla spiritualità degli ordini religiosi, come professore di filosofia nel Seminario, di religione al liceo Alighieri di Ravenna e come assistente della FUCI. Il talento intuitivo, la memoria e il rigore logico ne fanno un contraddittore straordinario; le sue capacità di introspezione, il suo spessore umano e spirituale, l’amore per chi è in cammino attirano generazioni di giovani alla riflessione filosofica e al suo magistero spirituale. Canonico teologo della cattedrale, si spegne, dopo una lunga malattia affrontata con fede e con coraggio, nel 1991.