Messaggi della Speranza

Edizione critica a cura di Giorgio Vecchio

Pubblicazione:  10 novembre 2014
Edizione:  1
Pagine:  104
Peso:  134 (gr)
Collana:  H3 Primo Mazzolari
Formato:  125x190x9 (mm)
Confezione:  Brossura
Altri autori:  Pop-up di Giorgio Vecchio
EAN:  9788810108970 9788810108970
€ 9,00 € 7,65
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Descrizione
Sul finire del 1945 don Primo Mazzolari pubblicò, a sua firma, ma fingendo di essere «Mamma Speranza», nove lettere, ciascuna delle quali indirizzata a una figura sociale ben precisa: una mamma, una sposa, un partigiano, un prete, un giovane, un magistrato, un giornalista, un industriale e un vecchio. In ogni lettera «Mamma Speranza» – che si presentava come sorella della Fede e della Carità – si rivolgeva a persone che avevano sofferto durante la guerra appena conclusa, evocando i drammi vissuti da milioni di italiani: la perdita di una persona amata, la durezza della vita partigiana, l’emarginazione dovuta a precedenti simpatie fasciste, le delusioni del dopoguerra, l’incapacità di confrontarsi con i problemi pastorali nuovi. Incarnandosi nelle situazioni concrete di queste donne e di questi uomini, Mazzolari indagava sottilmente sugli interrogativi cruciali dell’esistenza di quel tempo, ponendo tuttavia sul tavolo questioni di più vasta portata: la necessità di reagire al dolore, di assumere responsabilità pubbliche, di sfuggire i nuovi conformismi, di cogliere l’essenza della propria vocazione.
Sommario
Introduzione (G. Vecchio).  1. A una mamma.  2. A una sposa.  3. A un industriale.  4. A un partigiano.  5. A un magistrato.  6. A un giovane.  7. A un giornalista.  8. A un vecchio.  9. A un prete.  10. Gettate le àncore!
Note sull'autore
 Primo Mazzolari (1890-1959), prete dal 1912, dopo essere stato cappellano militare al tempo della prima guerra mondiale trascorse la sua vita come parroco di piccoli paesi di campagna a due passi dal Po, prima Cicognara e poi Bozzolo, in provincia di Mantova. I suoi scritti e le sue predicazioni lo imposero all’attenzione pubblica, ma attirarono su di lui anche molte misure disciplinari della gerarchia. Don Primo si sforzò di vivere e di proporre il vangelo nella sua integralità, anticipando molte acquisizioni del concilio Vaticano II. Di grande rilievo furono le sue riflessioni sulla parrocchia, sui «lontani» e sui poveri, sulla pace e la giustizia sociale. Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea e di Storia dell’Europa contemporanea all’Università di Parma, è presidente del Comitato scientifico della Fondazione Don Primo Mazzolari. Per EDB ha curato la riedizione critica dei testi del prete di Bozzolo Il compagno Cristo (42008) e Impegno con Cristo (22011). Ha inoltre pubblicato la biografia Un «Giusto fra le nazioni»: Odoardo Focherini (1907-1944). Dall’Azione Cattolica ai Lager nazisti (32013).