Scritti sulla pace e sulla guerra

Edizione critica a cura di Guido Formigoni e Massimo De Giuseppe

Pubblicazione:  14 aprile 2009
Edizione:  1
Pagine:  752
Peso:  1110 (gr)
Collana:  H3 Primo Mazzolari
Formato:  170x240x40 (mm)
Confezione:  Brossura
Altri autori:  Pop-up di Guido Formigoni  -  Pop-up di Massimo De Giuseppe
EAN:  9788810108444 9788810108444
Ultima ristampa:  14 aprile 2009
€ 52,00 € 10,40
Sconto:  80%
Risparmi: € 41,60 ogni copia
Descrizione
L’ultimo articolo scritto da don Mazzolari prima di morire si apriva con una sorta di invocazione: «Non siamo tranquilli sulla vicenda della pace» e ciò a dire quanto il tema gli stesse a cuore. Il volume, ottavo della serie delle edizioni critiche intraprese dalla Fondazione Don Primo Mazzolari e dalle EDB, raccoglie in ordine cronologico tutti gli scritti del parroco di Bozzolo sull’argomento. Pur nel travaglio che il suo pensiero conosce nell’arco di quarant’anni, è possibile riscontrare una profonda continuità nell’ispirazione interiore di don Primo. Così il suo giudizio, inizialmente aperto a una guerra che avesse come obiettivo la giustizia, poi rassegnato alla possibilità della guerra come «male talvolta necessario», si fa sempre più nettamente critico verso ogni guerra, addirittura quella difensiva, definitivamente identificata come antitesi dell’umanità.
Sommario
Introduzione. Don Primo Mazzolari dall’interventismo al pacifismo.  Nota tecnica.  Tavola delle abbreviazioni.  I. La stagione dell’interventismo (1914-1918).  II. Tra le due guerre: il fascismo e l’impresa etiopica (1919-1938).  III. Il tempo della violenza: la seconda guerra mondiale (1939-1945).  IV. Gli anni della guerra fredda (1946-1952).  V. Verso la distensione: pace, sviluppo e non violenza (1953-1959).  Indice dei nomi. 
Note sull'autore
Don Primo Mazzolari (1890-1959), prete dal 1912, dopo essere stato cappellano militare al tempo della prima guerra mondiale, trascorse la sua vita come parroco di piccoli paesi di campagna. I suoi scritti e le sue predicazioni lo imposero all’attenzione pubblica, ma attirarono su di lui anche molte misure disciplinari della gerarchia. Don Primo si sforzò di vivere e di proporre il vangelo nella sua integralità, anticipando molte acquisizioni del concilio Vaticano II. Di grande rilievo furono le sue riflessioni sulla parrocchia, sui «lontani» e sui poveri, sulla pace e la giustizia sociale. Guido Formigoni insegna Storia contemporanea presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano. Ha studiato il profilo associativo, culturale e politico del cattolicesimo italiano nel ’900; si occupa ora soprattutto delle relazioni tra politica interna e quadro internazionale in Italia durante la guerra fredda. Massimo De Giuseppe, dottore di ricerca in Popoli, culture e confessioni religiose in età moderna e contemporanea, è assegnista di ricerca presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano e insegna Storia delle organizzazioni internazionali presso l’Ateneo di Bologna, sede di Ravenna. È autore di Giorgio La Pira. Un sindaco e le vie della pace, Milano 2001 e Messico 1900-1930. Stato, Chiesa e popoli indigeni, Brescia 2007. Ha curato la riedizione di G. La Pira, La nostra vocazione sociale, Roma 2004 e il libro Oscar Romero. Storia, memoria, attualità, Bologna 2006. I suoi studi sono incentrati sulla questione sociale in prospettiva internazionale, sul pacifismo nel Novecento e sull’America latina contemporanea.